L’Importanza di lasciar(si) andare secondo Marc Holzman

Buongiorno a tutti.  La lunga estate calda mi ha tenuta lontana dal blog per un bel po’, ma per farmi perdonare dell’assenza, ecco la prima puntata di una rubrica nuova di zecca. In questa sezione scelgo e traduco post e articoli di yoga blog e siti di maestri influenti, o semplicemente interessanti. Me ne capitano talmente tanti sotto gli occhi che è un peccato non poterli condividere con tutti, quindi ecco fatto. La traduzione è servita.

Si comincia con Marc Holzman, insegnante hatha molto social, operatore ayurvedico e presenza fissa su Yogaglo. Marc si divide tra Los Angeles e Parigi, e quando gli ho chiesto se potevo tradurre l’ultimo post del suo blog mi ha anche detto che a fine ottobre condurrà due workshop italiani, a Milano e a Parma. Il post che segue parla dell’importanza del lasciare andare e affronta due temi che mi sono molto cari: l’impermanenza e la convivenza con limiti fisici inaspettati. Lo fa con semplicità e apertura. Spero vi piaccia. Buona lettura!

mh_heartcontact

LASCIATI ANDARE! (O FATTI TRASCINARE)  

in meditazione e nella vita di tutti i giorni ci sono tre qualità che possiamo allevare

e coltivare. Le possediamo già, ma possono esser fatte maturare

Precisione * Gentilezza * l’abilità di Lasciar Andare.

Pema Chödrön

La mia spina dorsale canta regolarmente un mantra (e a volte lo grida) dopo la ogni piegamento all’indietro: «AIA! BASTA!». Una recente radiografia ha confermato i miei sospetti: Osteoartrite. È nella parte bassa della mia schiena; è consistente, e fa male.

Ma, accidenti, io amo ancora i piegamenti all’indietro. La mia vitalità, la passione e il metabolismo vengono sollevati dopo una profonda pratica di piegamenti. Eppure, al momento, anche la più gentile delle estensioni lombari finisce con me che dolorante abbandono la classe. I piegamenti indietro, almeno come li conoscevo io, mi hanno detto ciao. E va bene così. Sto iniziando a Lasciar Andare.

Sto usando i piegamenti all’indietro, qui, come un esempio sia letterale che figurato, ma quando le cose si fanno davvero dure e la vostra vita organizzata, prevedibile, improvvisamente va allo sbando, come cominciate a Lasciar Andare…

Amici o familiari che muoiono?

Figli che vanno via di casa per la prima volta?

Il risentimento dopo un tradimento grave?

La vostra posizione yoga preferita che improvvisamente non è più alla vostra portata?

Dalla Bhagavad Gita ai Sutras of Patanjali, non mancano certo gli insegnamenti sul Non attaccamento, e risuonano. Ma una cosa che mi ha insegnato la mia esperienza personale è che non puoi forzare il Lasciar Andare. Non puoi serrare i pugni, aggrottare le sopracciglia e mandare via qualcosa con la forza di volontà.

L’arte di Lasciar Andare è in realtà L’Arte di Abbandonarsi.

Comincia con l’abbandonarsi alla realtà – con onestà cruda e occhi bene aperti – di cosa accade in ogni dato momento. Per me, questa resa è cruciale perché sono un virtuoso dell’imbrogliarmi a fabbricare realtà che sono più piacevoli di quelle che sto davvero sperimentando. È una tattica di sopravvivenza che ho affinato nel tempo per evitare il dolore emotivo e fisico.

Noi umani siamo piuttosto tagliati per la creazione di realtà alternative, ma non possiamo lavorare con le bugie. Lasciar Andare dipende dall’Onestà, un riconoscimento onesto che questo momento è quello giusto.

E allora guardiamo la formula di Pema al lavoro, che dite?

Nel 2007, durante una serie di esami di routine, mi è stato diagnosticato un problema cardiaco congenito e potenzialmente mortale, che richiedeva un intervento chirurgico immediato: la mia valvola mitrale andava sostituita.

Step 1, Onestà: ho guardato la diagnosi dritta negli occhi e mi sono abbandonato a questa realtà. L’ecografia lo provava; mio padre è morto a 53 anni, e i sintomi erano palpabili. Non c’era ambiguità e nessun posto dove nascondermi. Ho lasciato lo studio medico e, nella privacy di casa mia, ho avuto un attacco di panico in piena regola.

Step 2, Precisione (anche detto lo Yoga dell’Azione): mi sono ricomposto e mi sono messo a lavoro. Ho cercato alternative, modalità pre-operatorie per rafforzare il mio cuore. Sono diventato un “esperto” online di chirurgia a cuore aperto. Ho trovato altre persone che avevano avuto la stessa operazione e li ho tampinati di domande. Ho migliorato la mia dieta, selezionato con attenzione il chirurgo, addirittura scelto una data che era ottimale dal punto di vista astrologico. Non sono stato passivo. Sono stato allineato, diligente, e preciso. Ho fatto del mio meglio. Alla fine, ho realizzato che non potevo controllare il risultato finale – lì dovevo lasciar andare – ma avevo il controllo su come arrivare fin là.

Step 3, Gentilezza: Ci sono andato piano con me stesso lungo il processo. Ho incrementato il dialogo interiore positivo, massaggiato olio sul mio corpo, e ho lasciato che mi arrivassero correnti d’amore permettendomi di ricevere più tenerezza, preghiere – e sì, anche regali in denaro (AH! Non facile!). Ho chiesto aiuto e mi sono ricordato che io valgo. Sono diventato più amico di me stesso e della mia imperfetta valvola cardiaca.

Step 4, Lasciar andare: Non potevo forzare questa cosa. Mentre venivo portato nella sala operatoria, il lavoro degli step 1-3 mi aveva preparato a quel momento. Non potevo controllare cosa avvenisse a quel punto. Tutto ciò che potevo fare era espirare e pregare perché la mia vita era, proprio letteralmente, nelle mani di un’altra persona. Ho guardato il chirurgo negli occhi e gli ho chiesto di operarmi, per favore, come farebbe con suo figlio. E poi mi sono affidato interamente alle sue cure.

Quel che ho notato nel corso degli anni è che anche se non sono capace di Lasciar Andare a comando, il tempo che ci vuole per mollare e andare avanti si accorcia sempre di più. Questo è un progresso lungo il sentiero!

Recentemente, stavo guardando una vecchia foto (del 2005 circa) con me e i miei amici Noah Mazé, Chris Chavez e Todd Tesen. Noi 4 moschettieri ci ritrovavamo tutti i mercoledì pomeriggio in un parco di Beverly Hills per una pratica asana gioiosa ma intensa, che generalmente includeva molteplici posizioni dello scorpione e piegamenti drop-back, pose che non irradiano più gioia in me e che lentamente sono vibrate fuori dalla mia vita.

Con Pema nel cuore e prendendo una pagina dal libro di Marie Kondo La magica arte del riordino, ho imparato a Lasciar Andare: mi inchino a queste posizioni, le ringrazio per il servizio che mi hanno reso lungo molti anni, e poi mi congedo da loro e le trasmetto attraverso l’insegnamento. Che si tratti di posizioni yoga, relazioni, vestiti vecchi, o della tua valvola cardiaca, ci sono cose nella vita che ci fanno bene. Finché non smettono.

E, se sappiamo essere Onesti riguardo questo, siamo arrivati al Primo Step di Lasciar Andare.

 

QUI il testo originale

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