Every Body Yoga: come essere “brutta grassa e nera” e dare giustamente lezioni a tutti

«Con la coda fra le gambe e il vecchio tappetino da Pilates di mio padre sotto braccio, mi diressi verso la lezione di Bikram». Quando una storia di yoga comincia così, sai già che può essere interessante. Perché più che l’ennesimo racconto edificante e fiabesco è qualcosa di calato nella realtà, con in più quel preziosissimo bonus chiamato autoironia.

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Di ironia e humour è pieno Every Body Yoga, il libro di Jessamyn Stanley  non ancora uscito in Italia e ancora ufficialmente inedito anche negli States, che ho avuto l’occasione di leggere in anteprima grazie a Netgalley. Perché lo consiglio? Perché – almeno all’inizio – è nudo e crudo. Nero e grasso. Brutto e incazzato. Diverso e depresso.

Calma, non sono sadica. Né lo è l’autrice, proprietaria occasionale di tutte le caratteristiche elencate sopra, e proprio in virtù di questo portatrice sana di uno yoga accogliente, salvifico, intelligente e democratico. Yoga per tutti, come suggerisce il titolo. Per tutti i corpi, più specificatamente.

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La storia di Jessamyn è quella di una ragazza grassoccia afro-americana venuta su  in un contesto prevalentemente bianco, cresciuta mitizzando lo stereotipo estetico bionda&magra, e di conseguenza svalutando se stessa. Una ragazza che a 16 anni prova una lezione di Bikram da cui esce esausta e convinta di essere inadeguata. Che per sette anni non vuole mai più sentir parlare di yoga. Che poi ci riprova. Le piace. Però ogni volta che va a lezione si sente strana: attorno a lei tutti sembrano belli, giovani, atletici, felici, tonici, biondi e magri. Lei no. In più, da brava neolaureata non ha un soldo e le lezioni costano troppo.

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Allora Jessamyn comincia a praticare da sola, in casa. Si fotografa. Apre un account su Instagram. Inizia a sviluppare la sua cifra distintiva, elaborare la sua pratica, scoprire la sua voce. Crea il suo stile. E nel frattempo studia tantissimo, esplora la teoria, scopre tutti e otto i rami dello yoga (e non solo quello chiamato hatha e venerato in Occidente). Il profilo Instagram decolla. Lei spicca il volo. Pratica sempre di più. Diventa insegnante.

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E ora eccola qui. Nera, grassa, sorridente, in copertina a questo libro. Per mandare un messaggio importantissimo, come spiega nell’introduzione:

 

 

Ho scritto questo libro per ogni persona grassa, anziana, o bassissima. L’ho scritto per chiunque sia mai stato chiamato brutto o non sappia accettare la propria bellezza. L’ho scritto per chiunque si vergogni del proprio aspetto. 

L’ho scritto per ogni essere umano che fatica a trovare la felicità giorno dopo giorno, e per chiunque si sia mai sentito sopraffatto dalla semplice idea di essere vivo. Ci sono passata. Ci siamo passati tutti.

Lo yoga è per tutti e per TUTTI I CORPI. Non devi essere magra e non devi essere grassa. Non devi avere un colore specifico o abbracciare una speciale dieta. Non devi guadagnare, o disporre di, una cifra notevole di soldi.

Non devi rappresentare nient’altro che la versione più vera e onesta di te stessa per poter praticare yoga. Non devi mettere da parte la tristezza, la rabbia o tutte le altre emozioni “brutte” che condiscono le nostre vite.

Non devi essere nient’altro che te stessa.

E ho pensato che fosse proprio il momento che qualcuno lo gridasse forte in modo da essere sentito da tutti.

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Semplice no? Ma prima di dire che non c’è niente di nuovo in questo messaggio, vi invito a guardare le copertine delle riviste di yoga, o dei tantissimi libri a tema pubblicati nell’ultimo anno. Oppure le locandine degli yoga retreat, delle vacanze yoga, delle scuole, dei teacher training. O magari le pubblicità di Lululemon o Yoga rebel. O un volantino qualsiasi. Se vedete una lieve predominanza di giovani fanciulle bianche e sottili, forse la nostra ha colto nel segno e – repetita iuvant – vale ancora la pena di ribadire il concetto che lo yoga è di tutti e per tutti, che non richiede una patente di bellezza, status o giovinezza.

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Per fortuna, Jessamyn si guarda bene dal mandare il suo messaggio in modo patetico o piagnone. Al contrario. Il suo stile iperbolico, frizzante e autoironico sdrammatizza tutti quei momenti di inadeguatezza, profondamente umani, che pure sembra avere conosciuto così bene. E il filo della sua narrazione – parte autobiografica, parte didascalica – è punteggiato di *fuck*, “shit”, e salutari digressioni comiche. Dai compagni della prima lezione di Bikram, che enfatizzano ujjay respirando come dragoni e trasformando la shala in un “covo di Satana”, all’amica illuminata che la riconduce allo yoga «Con quel tono di voce quieto, beato, che non puoi avere ottenuto senza un’abitudine alla meditazione o una regolare assunzione di marjuana».

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Stesso denso realismo (corpi morbidi, tatuati, non necessariamente causasici né da modelli) nella scelta dei quattro insegnanti-testimonial che si alternano con lei nel dimostrare le asana: sì, perché il libro non è solo una lunga lettera per promuovere l’autoaccettazione. È una completa mini-guida di introduzione allo yoga: pillole filosofiche, panoramica sui vari stili, consigli di abbigliamento, FAQ, asana principali, principi anatomici. E poi qualche piccola sequenza dal titolo fantasioso, e in tema: abbiamo “Fatti sotto, stronzetta”, “Oreo” e “La lettera scarlatta”, solo per citarne alcuni.

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Si tratta di un libro per principianti? Sì. Ma soprattutto per chi si sente o si è mai sentito inadeguato, goffo, sbagliato nel o con il proprio corpo e la propria immagine. A questi specifici lettori Jessamyn manda un messaggio di fiducia e incoraggiamento, nonché un caloroso invito ad amarsi e a ridere. Perché a volte una risata è il mantra più potente e l’OM che risuona di più.

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Every Body Yoga: let go of fear, get on the mat & love your body di Yessamyn Stanley, da aprile 2017. Lingua: Inglese

 

 

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