Cinque derive dello yoga di cui facevamo volentieri a meno

No, non si parla della pletora di stili, tecniche, guru e maestri. Qui si è per la democrazia e la diversità. Né ci si sta scagliando contro certi (pur discutibili) criteri di selezione di YogaGlo dove, filtra che ti rifiltra, puoi arrivare a scegliere 10 minuti (filtro: Durata) di yoga per le cosce  (filtro: Body Part) specifico per chi scia (filtro: focus: cross train). No, anche quello va bene: … Continua a leggere Cinque derive dello yoga di cui facevamo volentieri a meno

24 ore a Milano e 1 yoga festival

Il Milano Yoga Festival quest’anno chiamava. E, come diceva quel tale milanese, la sventurata rispose. Il Superstudio come sempre scintillava di attività, e così via Tortona, che avevo lasciato modaiolo tempio del design e ho ritrovato abbellita di un museo (il Mudec delle Ex Ansaldo), di alcuni food truck (ottimo ma un po’ caro tramezzino + centrifuga da God Save the food) e di un’energia … Continua a leggere 24 ore a Milano e 1 yoga festival

Per non prendersi troppo sul serio, about OMS e carne

Non entrerò nel merito della notizia, targata OMS, della correlazione tra carni rosse, carne processata e cancro, perché la cosa ha già suscitato sufficienti isterismi. Soprattutto, a mio avviso, fra gli strenui difensori della carne che, per qualche strana ragione, pensano che la scelta vegetariana o vegana comporti una dichiarazione di ascetismo, un animo autopunitivo e la rinuncia ai piaceri della carne (quella seria, viva, … Continua a leggere Per non prendersi troppo sul serio, about OMS e carne

E tu ce l’hai l’ombretto per il terzo occhio?

Negli Stati Uniti lo yoga è diffuso in modo sufficientemente capillare per avere già la sua bella scorta di parodie e satire. Per esempio questa, nemmeno troppo graffiante ma carina, tratta da uno dei primi episodi del serial Crazy ex girlfriend, illustra alla perfezione lo stato d’animo di una neofita che osa mettersi sul tappetino in mezzo a un gruppo di avanzanzatissimi studenti, dediti al … Continua a leggere E tu ce l’hai l’ombretto per il terzo occhio?